AUTODROMO DI IMOLA, UNA STORIA POLITICA

una foto aerea dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, in primo piano la curva della Tosa, a sinistra la "Villeneuve" e a destra la salita che porta alla curva del Piratello (fonte Wikipedia)

una foto aerea dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, in primo piano la curva della Tosa, a sinistra la "Villeneuve" e a destra la salita che porta alla curva del Piratello (fonte Wikipedia)

Altra puntata che riguarda il contenzioso che, in clima di elezioni, si sta sviluppando attorno ad uno dei più famosi circuiti d’Italia e del mondo, quello di Imola.

La notizia di partenza riguarda la costituzione di un Comitato questa volta a favore dell’impianto imolese: “Comitato Autodromo Vivo” che mercoledì 10 ottobre in un albergo della città romagnola si è presentato alla stampa.

I fondatori del Comitato sono quattro personaggi che, in varia forma, da molti anni hanno svolto vari ruoli in senso all’Autodormo, da Deanna Zaccherini, organizzatrice di vari eventi e che qui si è presentata come portavoce del gruppo fondatore, ad Andrea Masi, fisioterapista per oltre un trentennio con la clinica mobile, el nostro collaboratore Tiziano Monti, tecnico già campione del mondo nella 250 con Aoyama, oltre che pilota lui stesso impegnato in varie competizioni, e Massimiliano Maccarelli, ufficiale di gara.

i soci fondatori del Comitato Autodromo Vivo, da destra a sinistra: Tiziano Monti, Andrea Masi, Deanna Zaccherini, Massimiliano Maccarelli

i soci fondatori del Comitato Autodromo Vivo, da destra a sinistra: Tiziano Monti, Andrea Masi, Deanna Zaccherini, Massimiliano Maccarelli

La spiegazione di questa nascita, nelle parole della portavoce (e co-fondatrice) del Comitato, sta nell’intenzione di fare chiarezza e trasparenza sulle vicende dell’Autodromo, considerando che la struttura deve senz’altro imboccare la strada della polivalenza ma – ovviamente – senza abdicare dalla sua funzione istituzionale, quella di essere dedicato alle corse motoristiche di auto e, naturalmente, di moto.

Le argomentazioni documentate e portate sono le medesime dell’articolo che MOTOINMOTO ha pubblicato qualche giorno fa scaturito da un’intervista al Direttore dell’impianto – Pietro Benvenuti – ovvero la presentazione del reale impatto economico dell’”Enzo e Dino Ferrari” sulla cittadina.

Rispetto a quanto il nostro magazine ha già scritto il Comitato ha diffuso altri due dati importanti: da un lato il numero degli occupati nel settore turismo nell’area imolese, che conta 2500 addetti e, aspetto assolutamente significativo, che il flusso turistico generato dall’Autodromo (ottenuto sia con la SBK sia, soprattutto, con le gare minori e l’affitto dell’impianto sia a team per i test sia aperto ai piloti privati che vogliono semplicemente provare il piacere di girare su uno dei tracciati più belli e tecnici del mondo) vale il 25% di tutto questo settore, un valore senz’altro di tutto rispetto, da non sottovalutare, e che va affiancato a quei 4,5 milioni di euro che, in prima persona, l’impianto eroga sotto forma di stipendi a tutto il personale e all’indotto che vive e ruota nel e attorno a questa struttura attualmente nell’occhio del ciclone.

il logo del neonato comitato

il logo del neonato comitato

E, tanto per non dare l’impressione di fornire valori a caso, il Comitato ha chiarito che si tratta di cifre ufficiali fornite da STAI (Società Turismo Area Imolese), consorzio pubblico-privato che si occupa della promozione del territorio imolese.

Dopo la premessa “buonista” nella quale la portavoce del Comitato ha sottolineato con vigore il fatto che l’intenzione non è quella di contrapporsi ad un’altra associazione schierata per l’eliminazione dell’impianto, ma come struttura atta ad aprire un confronto con la cittadinanza tutta (quindi anche con i “contro”) per favorire una corretta informazione e affrontare insieme quelli che sono individuati come problemi originati dall’impianto.

In particolare, parlando del rumore come prima fonte di disagio (almeno per coloro che hanno scelto di vivere nello spazio verde che contorna l’Autodromo), Deanna Zaccherini ha fatto subito rilevare comunque un’incongruenza tra il limite in decibel che, secondo la legge, alle attività motoristiche non è concesso superare, situato attorno ai 70 db, e i valori che normali moto, omologate e quindi in circolazione sulle nostre strade, arrivano a raggiungere, e qui si parla di superamenti di 100 db. Il che significherebbe che, se è possibile andarsene in giro giorno e notte con questi mezzi sulle strade cittadine non è invece possibile portarli in pista. Ovviamente una soluzione a questa discrasia la si può raggiungere solo mediante una rivisitazione della legge, cosa che può avvenire attraverso il coinvolgimento di forze politiche con un’operazione che, naturalmente, non può e non deve riguardare solo Imola.

uno degli alberghi di Imola

uno degli alberghi di Imola

Uno degli aspetti più rilevanti che sono stati individuati dal Comitato riguardo agli usi alternativi interessa la pratica dell’impianto per iniziative a favore della sicurezza o per vere e proprie attività di scuola guida sicura, anche perché, come è giustamente stato fatto rilevare, permettere agli appassionati di scaricare i propri 150 CV a due ruote nella sicurezza che la pista offre significa togliere vittime alle strade di normale circolazione dove, oltre ad essere naturalmente vietato, costituisce anche un rischio per le condizioni del manto stradale, oltre che per la circolazione di altri mezzi.

Il Comitato ha anche dichiarato che la prossima mossa sarà quella di indire una assemblea cittadina per iniziare quel percorso di dialogo tra tutte le parti per capire e scegliere quali indirizzi dare ad operazioni che vedano l’Autodromo protagonista, anche se non sono ancora stati in grado di fornire un’indicazione su quando si dovrebbe svolgersi questo incontro.

Per finire le impressioni di MOTOINMOTO: da alcune parti (interessate) si sono già mosse accuse a questo Comitato adducendo che nasce in periodo preelettivo e insinuando, maliziosamente, che ci sia una relazione tra le due cose. In realtà abbiamo potuto verificare che già da qualche tempo sono diventati più attivi i comitati “contro”, che si tratti di quello dei residenti attorno all’Autodromo (che, lo ricordiamo, esiste da sessant’anni, quindi da ben prima che qualcuno degli attuali residenti vi vivesse…) o, genericamente, di gruppi di ambientalisti d’assalto che vorrebbero – tout court – l’eliminazione di moto e motori dal panorama imolese.

Tiziano Monti in piega in pista, questo è l'UNICO LUOGO dove si possa - in sicurezza - portare la moto ai limiti

Tiziano Monti in piega in pista, questo è l'UNICO LUOGO dove si possa - in sicurezza - portare la moto ai limiti

In sostanza, a fronte di una serie di attacchi che usano strumentalmente l’argomentazione economica – attacchi che, come ha dimostrato il Comitato in conferenza stampa, è facile rintuzzare con dati ufficiali, soprattutto con la crisi del lavoro che colpisce anche queste regioni, tradizionalmente normalmente attive – per chiedere una scomparsa delle attività motoristiche, in tempi più o meno graduali, le ragioni vere, che ci sembra di individuare, risiedono invece in una sorta di oscurantismo medievale che sfocia in più o meno mascherate crociate contro moto e motori.

Ma, naturalmente, in un mondo abituato a tutte le ipocrisie che i meccanismi politici in atto nella società, queste cose non si possono, normalmente, dire a piena voce, nascondendosi dietro ragioni più o meno pretestuose.

Ma siccome MOTOINMOTO non conosce queste dinamiche “politically correct”, cercheremo di arrivare a poter far esclamare quel famoso grido di un ragazzino davanti ad un corteo: “il Re è NUDO!”.

Lunga vita all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari e tanti auguri al Comitato, le cui iniziative continueremo a seguire con interesse.

  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks