AUTODROMO DI IMOLA, NASCE ANCHE IL COMITATO “CONTRO”

Valerio Zanotti (a sinistra) e Mauro Magnani, animatori del neonato Comitato "Cittadini per un Autodromo diverso"

Valerio Zanotti (a sinistra) e Mauro Magnani, animatori del neonato Comitato "Cittadini per un Autodromo diverso"

Enzo e Dino Ferrari, cui la toponomastica attribuisce la titolarità dell’Autodromo di Imola, si sentiranno abbastanza presi per la giacchetta, di questi tempi. Siamo tornati in terra romagnola (ma qualcuno dice che sia ancora Emilia) perché a Imola, dopo il Comitato Autodromo Vivo presentato qualche settimana fa, Associazione nata per confrontarsi con la popolazione per valorizzare lo storico impianto senza comunque prescindere dalla funzione istituzionale legata agli sport motoristici, è oggi nato un altro comitato: “Cittadini per un Autodromo diverso” che, pur dichiarando che nessuno vuole chiudere l’impianto, man mano che vengono dichiarate le ragioni per la sua nascita, si può leggere in maniera abbastanza chiara che l’idea di fondo è quella di chiudere la pista ai motori.

Ma andiamo con ordine. Le facce che presentano questo nuovo soggetto sono due: quella di Valerio Zanotti, noto giornalista imolese, direttore di periodici e quotidiani, legato a Legambiente – nei cui locali si è peraltro svolta la conferenza stampa – e quella di Mauro Magnani, privato cittadino già impegnato da tempo in una analisi sull’utilità dell’impianto per la vita della cittadina, analisi peraltro che secondo i suoi giudizi si rivela abbondantemente negativa.

Mauro Magnani, creatore del Comitato, manifesta le posizioni più radicali

Mauro Magnani, creatore del Comitato, manifesta le posizioni più radicali

Introduce Zanotti, anche nella sua veste di “padrone di casa”. I temi su cui si basa questa iniziativa sono sostanzialmente tre: l’aspetto economico, l’aspetto “rumore” e l’aspetto ambientale. Per quel che riguarda il primo tema l’indice è puntato contro il buco significativo lasciato dalle passate gestioni che deve ancora finire di essere riassorbito, sia in termini di debito vero e proprio sia nei termini degli interessi passivi – come già ci aveva dichiarato l’attuale neo-direttore dell’impianto nell’intervista che aveva rilasciato al nostro direttore qualche settimana fa.

Lo scetticismo circa l’effettiva possibilità di rientro di quel debito contro, invece, il rischio che vada a ingrandirsi a scapito dei denari pubblici è uno dei punti cardine su cui si basa la critica di questo gruppo nei confronti della attuale gestione dell’Autodromo.

Altro argomento caro è quello che riguarda un utilizzo meno impattante, dal punto di vista ambientale, nei confronti del Parco delle Acque Minerali all’interno del quale venne costruito alla fine degli anni ’40.

In realtà, comunque, la vera anima del neonato Comitato sembra essere Mauro Magnani che, nella sua disamina dei tre temi, è passato da un aperto e dichiarato scetticismo nei confronti delle cifre snocciolate dall’ente gestore – secondo le quali, oltretutto, sembrerebbe che se non ci fosse da coprire il buco di bilancio di cui si è già detto, l’Autodromo sarebbe già in attivo – ad un accusa diretta contro una struttura che genera rumore e pesante inquinamento ambientale impedendo per esempio (per il rumore) di condurre regolari lezioni nelle scuole collocate in un raggio che va da qualche centinaia di metri a un chilometro dall’impianto, considerando anche una “scuola all’aperto” esistente proprio a ridosso dei confini del circuito e nella quale – nella voce di una partecipante all’incontro odierno, operatrice nell’ambito di questa scuola oltre che abitante nell’area incriminata – i bambini rischiano la propria salute per il forte inquinamento atmosferico provocato dagli scarichi nelle giornate in cui la pista è occupata da gare o da prove libere.

all'incontro ha partecipato anche una piccola delegazione di residenti nel Parco, nelle immediate vicinanze dell'Autodromo

all'incontro ha partecipato anche una piccola delegazione di residenti nel Parco, nelle immediate vicinanze dell'Autodromo

All’incontro con la stampa hanno partecipato anche dei semplici cittadini, aderenti al comitato, che vivendo nelle immediate vicinanze della pista hanno da tempo dato vita ad un terzo Comitato “storico” che ne vorrebbe la rimozione perché, stando a quanto affermano, il rumore generato dalle eccessivamente numerose giornate di motori in pista – moto e auto – porterebbe a seri disagi psico-fisici agli abitanti della zona.

Alla fine comunque emergono anche critiche pesanti nei confronti dell’attuale sindaco Manca che, volendo esprimere una sensazione superficiale del redattore, porterebbero a pensare che questo Comitato, se da una parte rivendica con forza le tematiche anti-rumore e ambientali, abbia nel proprio DNA anche una manovra politica in vista delle prossime elezioni politiche.

MOTOINMOTO si limita, per ora, a dare semplicemente notizia di questa nascita, in modo asettico, limitandosi a rilevare che, comunque, a Imola come a Monza c’è un movimento d’opinione che si sta rafforzando e sta sviluppando serie critiche ambientali contro le gare motoristiche in questi storici impianti.

Sicuramente, da parte di tutti, sarà necessario aprire un confronto tra i comitati “pro” e quelli “contro” per arrivare a scelte condivise, soluzione che è anche auspicata dal “Comitato Autodromo Vivo” che, a questo scopo, ha anche organizzato una assemblea cittadina a breve, nella quale confrontare appunto le varie anime con il massimo dell’informazione corretta e obbiettiva in maniera che gli imolesi abbiano in mano gli elementi corretti sui quali decidere.

Prossimamente, visti questi venti di tempesta che aleggiano sulle strutture dello sport che amiamo, anche noi prenderemo posizione analizzando nel dettaglio le affermazioni e i dati che verranno presentati.

In ogni caso, nell’attesa, restiamo – sportivamente – con un augurio che ci sembra pertinente all’argomento: vinca il migliore!

 

  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks