EICMA – GIOVEDÌ 15

una rappresentanza di motociclisti... alpini

una rappresentanza di motociclisti... alpini

Secondo giorno a gironzolare per i corridoi di quella che è una vera e propria grotta di Alì Babà (ma senza 40 ladroni) e continuare a scoprire e fotografare le regine di bellezza di questa edizione, e non mi sto riferendo all’esercito delle splendide fanciulle dalle gambe chilometriche che se ne stanno sedute e perennemente sorridenti sulle moto più appetite.

Permettetemi una breve digressione: premesso che non mi dispiacerebbe invitare a cena (e, magari, ad un dopocena) una qualunque di queste deliziose hostess (tra l’altro ho avuto modo di scambiare qualche parola con un paio di loro, nell’attesa che il personaggio che dovevo intervistare si liberasse e, pur nella fatuità dei discorsi generici da Salone, scopri che dietro quella… carrozzeria sono dotate anche di un motore, pardon, un cervello niente male) magari con la moto che stanno cavalcando, ma, mi chiedo, che bisogno c’è, per richiamare il pubblico, della loro presenza, per evidenziare le moto più belle di questo evento, visto che – si suppone – il pubblico che affolla l’EICMA sia venuto per i gioielli a due ruote…

la nuova - bella - Moto Guzzi California

la nuova - bella - Moto Guzzi California

Vabbè, digressione finita. Intanto tra le moto viste oggi ne segnalo un paio che, almeno sul piano estetico, hanno il loro “perché”, anche se appartengono a generi diversi. Sono ambedue Made in Italy, tanto per cambiare, come mi ha anche fatto rilevare Pierfrancesco Caliari, colui che ha il grande privilegio (e l’abilità) di organizzare e coordinare questa grande festa: mi sto riferendo a due marchi storici che hanno dato molti allori al motociclismo nostrano, Monna Moto Guzzi da Mandello del Lario e la gran Dama MV Agusta.

La prima ha messo in bella mostra quella che, a modesto giudizio si chi scrive, è una splendida cruiser, con le linee morbide e ben disegnate, con quei due cilindri a V che si inseriscono, con un gioco di linee ben riuscito, nel profilo del serbatoio: la rinata California, una moto importante che anche nel design riecheggia (in meglio, secondo me) i profili di alcuni begli esemplari di oltreoceano.

La seconda, con i progettisti della quale mi confronterò domani, venerdì, è forse la moto che, in assoluto, a me piace di più, la nuova MV Agusta “Rivale”, un nome che può essere affascinante ma che, in realtà, non ha molto senso perché non rivaleggia con nessun altra: svetta per estetica e fascino sopra tutte le altre della stessa categoria.

la nuova MV Agusta "Rivale"

la nuova MV Agusta "Rivale"

Ho avuto modo di provare, qualche anno fa, la prima “Brutale” di quella che allora era la rinata MV, un marchio che, per chi è della mia generazione, significa campionati del mondo vinti a raffica dal più titolato pilota fino ad oggi, Giacomo “Ago” Agostini. Bene, quella moto rispondeva in pieno al nome che le avevano affibbiato: potente, divertente, maneggevole. Bella.

Oggi con questa nuova “800″ (dal prezzo abbordabilissimo) la MV sta proponendo un altro bellissimo capitolo della sua nuova storia, spero di poterne avere presto una da provare per raccontarne le emozioni.

Mi sono fermato al Made in Italy, in realtà dovrei raccontare ancora qualcosa sia sulla casa regina – in termini di venduto, sia in Italia, sia nel Mondo – e mi sto riferendo alla teutonica BMW e alle sue novità, passando poi alle “verdone” giapponesi con la vocazione della velocità, con la nuova Ninja (ovviamente Kawasaki) 300 ma interessanti anche nel turismo con le varie versioni della Versys 1000, già presentata nella 69^ adizione di questa fiera…

Ma voglio, per oggi, chiudere con qualche annotazione riguardante il convitato di pietra di questa esposizione di settore, senza dubbio forse la più importante in Europa con l’appena concluso Intermot: la signora Crisi.

il muscolare BMW K 1300 R

il muscolare BMW K 1300 R

Ancora una volta mi sorprende la semplicità e la lucidità con la quale gli operatori del settore, pur non negando la situazione, la gestiscono con positività, senza tirare i remi in barca ma mettendo in atto strategie per contenere quel segno “meno” accanto alle percentuali di vendita.

E, sempre parlando con il Direttore dell’EICMA, che in questi giorni sta vivendo un vero e proprio tour de force con riunioni una dopo l’altra con rappresentanti di analoghe organizzazioni “foreigners” (ricordiamo che EICMA è un’emanazione di ANCMA che è l’organizzazione confindustriale che rappresenta tutte le due ruote, dalle biciclette alle moto), anche la mia intervista sono riuscito a realizzarla strappandogli del tempo da una riunione con dei distinti signori provenienti dall’Estremo Oriente.

Tra le altre cose che mi ha raccontato nell’intervista che verrà prossimamente pubblicata, una delle più importanti, sempre ai fini scaccia-crisi, sta proprio in questo tipo di incontri: si stanno aprendo o sviluppando molti mercati in aree nuove, dal sud America all’Estremo Oriente, paesi che finalmente si aprono alla ricerca di prodotti non solo di massa ed economici ma dotati di pedigree e di know how di eccellenza.

E quanto sappiamo fare qui nell’italico stivale è ancora ai massimi livelli, sia per la tecnica sia per lo stile.

I signori dagli occhi a mandorla sanno senz’altro fare delle grandi moto, ma per farle ANCHE belle, alla fin fine, qui da noi devono venire. E questa potrebbe essere una strada che ci porterà fuori dal tunnel.

A domani!

 

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