GLI ORGANI DI TRASMISSIONE

con la collaborazione di Marco Lusa

lo scatolato che contiene la coppia conica della trasmissione cardanica, Marco Lusa sta indicando il livello dell'olio al suo interno

lo scatolato che contiene la coppia conica della trasmissione cardanica, Marco Lusa sta indicando il livello dell'olio al suo interno

Gli organi di trasmissione della moto sono tra gli elementi spesso più trascurati da parte della maggior parte dei motociclisti, certo non da chi vive nel mondo delle corse, che siano su pista o nell’off road, in ogni caso sono – ovviamente – una componente fondamentale della moto, essendo il mezzo con cui il motore trasmette il movimento al mezzo.

Trasmissione a catena (la più diffusa), trasmissione ad albero cardanico, trasmissione a cinghia. Ognuna di queste caratterizza un moto o una famiglia di moto ben precisa.

Se parliamo di cardano, per esempio, il pensiero corre subito alla più classica delle BMW, anche se in realtà molte altr sono state le moto che l’hanno adottata, dalle Moto Guzzi alle più recenti Crossover della Honda o Super Ténéré Yamaha, tra le altre.

Iniziamo quindi da questa soluzione che, in fondo, anche se è la più elaborata dal punto di vista tecnico, è anche quella che richiede il minor numero di interventi sul piano manutentivo e che dà la maggior affidabilità nel tempo.

Il cardano, certo, non è il tipo di trasmissione adatto alle gare, dato soprattutto il suo peso, ma usato in certi raid la sua caratteristica di inviolabilità da parte degli agenti esterni ne fa un compagno di strada affidabile.

sopra la classica catena senza OR, più adatta al racing e più soggetta a frequente manutenzione, sotto la catena con OR, oggi la più utilizzata, meno flessibile e più pesante ma anche dalla maggiore durata

sopra la classica catena senza OR, più adatta al racing e più soggetta a frequente manutenzione, sotto la catena con OR, oggi la più utilizzata, meno flessibile e più pesante ma anche dalla maggiore durata

Una sua caratteristica negativa – se vogliamo classificarla tale – è una risposta più “on-off” rispetto alla tradizionale catena, e questo a causa, intuitivamente, del rigido collegamento meccanico, in realtà alcuni modelli recenti (nella fattispecie le soluzioni Honda e Yamaha, per esempio) hanno sviluppato delle soluzioni che hanno ridotto o eliminato questa caratteristica e anche un’altra, sempre legata alla tipologia della trasmissione, che vede il posteriore sollevarsi in accelerazione.

In definitiva, facendo la sintesi delle caratteristiche della trasmissione a cardano:

pro – essenzialmente la scarsa manutenzione (fino a 30.000 km almeno) e la lunga durata di vita; contro – la reattività (soprattutto con i modelli più vecchi) che richiede una certa attenzione nella guida in scalata o in accelerazioni brucianti per evitare di trovarsi sdraiati, il peso e, nel caso di una improbabile e sfortunatissima rottura, i costi di sostituzione. In ogni caso il cardano è un’ottima soluzione per quelle moto grandi macinatrici di chilometri: è usato, per esempio, da BMW, Moto Guzzi, da Yamaha per il Super Ténéré, da Honda per il Crosstourer, Triumph Tiger Explorer…

La catena. È il sistema di trasmissione più diffuso, ovviamente molto più semplice meccanicamente rispetto al cardano, altrettanto ovviamente richiede una manutenzione molto più frequente e attenta rispetto al precedente sistema.

La catena può essere con o senza o-ring tra una maglia e un’altra. Le prime sono più leggere e con meno attriti – e per questa ragione sono quelle usate nel racing – per contro richiedono una manutenzione più frequente.

Le seconde sono meno soggette agli agenti atmosferici, grazie agli anellini di gomma tra una maglia e l’altra, e trattengono meglio i grassi utilizzati per la lubrificazione, per questa ragione la loro durata è decisamente superiore, fino ai 30/40000 km, gli aspetti negativi riguardano invece la scorrevolezza e il peso. Oggi le più usate sono le seconde tranne, naturalmente, nelle gare dove la durata della catena non è un problema in quanto viene sostituita di frequente, se non in tutte le gare.

Un’ultima specificazione sulle catene riguarda le differenze tra catene da strada e catene da fuoristrada: tra le due le prime richiedono una manutenzione meno frequente, e anche i prodotti usati sono differenti, per le stradali si richiedono grassi che offrano una buona aderenza proprio perché devono durare molti chilometri, per le seconde invece vengono usati grassi che riescano ad essere espulsi rapidamente per non conservare detriti tra le maglie.

il pignone e la cinghia di una Buell, si possono ben notare i "denti" della cinghia (che, lo ricordiamo, nonostante le apparenze è inestensibile) e quelli del pignone stesso

il pignone e la cinghia di una Buell, si possono ben notare i "denti" della cinghia (che, lo ricordiamo, nonostante le apparenze è inestensibile) e quelli del pignone stesso

Il terzo sistema per trasmettere il moto dal motore alla ruota è analogo alla catena ma profondamente differente: stiamo parlando della cinghia.

Usata da moto dedicate soprattutto al granturismo, non adatta alle supersportive, la cinghia presenta anch’essa vantaggi e svantaggi. Tra i primi senz’altro da mettere in cima alla lista l’assenza di manutenzione, l’elevata elasticità che conferisce un particolare feeling di guida esente da manifestazioni on-off che il cardano soprattutto ma anche la catena possono trasmettere, tra i secondi soprattutto la durata – inferiore a quella della catena, ovvero situabile attorno ai 20000 km – e una maggior sensibilità agli agenti atmosferici che possono, alla lunga, creare crepe o fessurazioni nella parte gommosa perché. non va dimenticato, li cinghia non è di gomma ma di fibre particolari, resistenti ed inestensibili, quale il kevlar.

Qualunque sia il sistema di trasmissione adottato dalla nostra moto un obbligo per tutti è quello di rispettare i parametri manutentivi stabiliti dal produttore e di affidarsi, soprattutto per il cardano che richiede una specifica conoscenza tecnica, ad un’officina specializzata. Questa raccomandazione riguarda comunque anche gli altri due tipi, la catena e la cinghia, a parte il piacere che ognuno può provare nel mettere le mani sul proprio mezzo, se non si è preparati (e attrezzati) adeguatamente il fai-da-te comporta sempre dei rischi per l’integrità della propria moto e di conseguenza – visto che la moto ha sempre e solo due ruote – per la propria sicurezza.

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