MACAO, LA MORTE DI LUIS CARREIRA: COSÌ NON DEVONO ESSERE I SOCCORSI!

Partono le immagini… lo spettatore ha trovato un buon punto di osservazione e di ripresa da quello che si può intuire un secondo o un terzo piano di un palazzo, forse un parcheggio, da quello che si può intuire dalle successive immagini nelle quali è inquadrato un po’ dell’ambiente circostante. In ogni caso la telecamera inquadra la pista, arriva il primo gruppetto ma l’inquadratura rimane sulla parte di pista che entra nell’immagine, forse per l’indecisione dell’operatore su chi seguire.

la scena dell'incidente: guardare il minutaggio in basso a sinistra, l'impatto è avvenuto al 15"

la scena dell'incidente: guardare il minutaggio in basso a sinistra, l'impatto è avvenuto al 15"

Quindi entra un singolo pilota e l’operatore lo segue da destra a sinistra mentre entra in curva, nel frattempo entra un altro pilota… e lo si vede andare diritto contro i guard rail, schiantarsi come un burattino facendo volare via un segmento giallo e restare a terra mentre anche la moto, dopo aver continuato la sua corsa per una trentina di metri rimane a terra.

Quel pilota della impressionante sequenza dello schianto è – era – Luis Carreira, 36 anni, portoghese, specialista delle corse nei circuiti cittadini o stradali, come il TT o, appunto, questa corsa di Macao, che si premura di far sapere che in sette anni questo è stato il primo incidente mortale.

Non voglio citare la moto o disquisire delle cause del suo “lungo”, non mi interessano. Quello che ha raccolto la mia attenzione – purtroppo! – è altro.

Lo anticipo a parole, ma invito tutti a guardarsi il video, il cronometro che scorre in basso a sinistra fino a farsi un’opinione propria. La descrizione: l’impatto avviene al 15″, una persona entra in pista e si china sul pilota attorno al 27″ mentre un’altra figura in arancione si avvicina, con passo calmo. Dietro il guard rail, probabilmente ad una decina di metri dalla figura del pilota immobile per terra, stazionano un camion dei pompieri e un’autoambulanza, pensi “beh, se non altro è caduto proprio davanti ai soccorsi che potranno essere velocissimi.”

Andiamo avanti.

Il tizio in arancione arriva davanti a Luis attorno al 34″, lo guarda un attimo dall’alto al basso e si allontana, sempre con flemma, al 43″ si vede che qualcuno chiude le porte posteriori dell’ambulanza che accende le lucciole. Ma rimane ferma. Intanto anche il primo personaggio che si era chinato sul corpo di Luis se ne è già andato, ma l’impressione che trasmettono i protagonisti della scena è quella di estrema tranquillità. Intanto al 56″ spunta la bandiera rossa.

nell'ingrandimento del frame sono cerchiati in rosso l'ambulanza e il pilota, per valutare la distanza che i soccorritori avrebbero dovuto percorrere per interventire sul povero Luis Carreira

nell'ingrandimento del frame sono cerchiati in rosso l'ambulanza e il pilota, per valutare la distanza che i soccorritori avrebbero dovuto percorrere per interventire sul povero Luis Carreira

Al 1’11″ si vedono muoversi sullo sfondo figure con il caschetto bianco, l’ambulanza è sempre ferma e il pilota è sempre disteso, da solo. A 1’19″ si vede una figura che viene verso Luis, ma in realtà si dirige verso il guard rail, intanto qualcuno si sta prendendo cura della porzione gialla di guard rail strappata via dell’impatto della moto. L’operatore, attorno a questo minutaggio, muove la telecamera verso destra, probabilmente per vedere se arriva qualche altra moto, poi torna sulla scena ma qualche dettaglio si perde.

Siamo arrivati a 1’30″, un minuto e quindici secondi dopo l’impatto, quello che probabilmente è un paramedico, dalla tuta rossa e il caschetto bianco, si china su Luis. È solo e l’ambulanza è sempre ferma. Attorno alla moto, sullo sfondo, ci sono quattro o cinque persone per spegnere il fuoco che si è sviluppato. Su Luis sempre un unico operatore. Si arriva al 1’52″. Il filmato finisce. L’ambulanza sempre ferma, vicinissima, nessuna barella, nessun segno di tentativo di rianimazione, quelli che invece si vedranno in un altro filmato, girato direttamente sulla pista con Luis sulla barella e il paramedico con l’ambu. Ma non sapremo mai dopo quanto tempo.

È una scena che mi ha sconvolto. Non tanto per l’incidente, può capitare, e può anche capitare – purtroppo – di morire. Ma per la “velocità” con la quale marshall e sanitari si sono mossi per prestare soccorso al povero pilota portoghese. Quando è accaduto l’incidente al Sic in molti si sono scandalizzati per la caduta dalla barella che gli è stata causata dai paramedici, ma lì sono caduti perché STAVANO CORRENDO reggendo una barella con un uomo che non doveva essere leggerissimo, e uno è probabilmente inciampato, non è stato bello, ma è stato perché stavano cercando di essere il più veloci possibili. Chi scrive ha prestato servizio come paramedico sia in ospedale, in chirurgia d’urgenza, sia “sul campo”, sulle ambulanze, e sa che, quando anche le frazioni di secondo sono fondamentali perché possono rappresentare la differenza tra la vita e la morte, “inciampi” come quello di Sepang possono accadere, soprattutto tra chi, in realtà, non ha mai avuto modo di sperimentarsi in quella veste.

Ma qui a Macao, a mio avviso, dalle immagini – che anche voi potrete giudicare – si è celebrata la fiera della nefandezza nei soccorsi, e se Joan Lascorze ha pronunciato quello “shame” riferito al suo incidente (dove, peraltro, i soccorsi sono stati assolutamente tempestivi), cosa si potrebbe dire in un caso come questo sul circuito di Macao?

I circuiti cittadini, per quanto si sappia che sono assolutamente più pericolosi, sono affascinanti, sia per chi se la sente di correrci, sia per gli spettatori. Ma, sia consentito il dirlo, proprio per questa ragione DEVONO essere coperti dalla migliore assistenza possibile.

E, se è vero che questo è stato il primo incidente mortale in sette anni, possiamo solo pensare che i piloti che si sono avvicendati su questo asfalto in questo lasso di tempo siano stati solo estremamente fortunati. Ma, a fronte di quanto abbiamo potuto assistere, verrebbe solo da chiederne l’esclusione dal calendario internazionale.

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