REPUBBLICA DI SAN MARINO, ESPATRIARE IN ITALIA

 

il cartello che segnala la direzione per salire alla Città di San Marino

il cartello che segnala la direzione per salire alla Città di San Marino

In questa stagione i bei viaggi sui tornanti di montagna sono abbastanza off limits per ovvie questioni meteorologiche, neve, strade ghiacciate…

Però può non essere indispensabile inerpicarsi sui tornanti dolomitici per godersi un po’ di curve, un bellissimo panorama, una meta interessante per le nostre macchine fotografiche, e potremmo anche trovarci all’estero, passando una bella giornata in moto, tra curve e strade poco battute.

Proprio per dimostrare che tutto questo è possibile (ma è una scusa, la realtà è che una giornata in moto è sempre bella, qualunque sia la stagione) ho deciso di mettere poche centinaia di chilometri sotto le due ruote della mia Hornet per arrivare ad una destinazione che avevo visitato negli anni della mia adolescenza, mi aveva colpito allora con il suo fascino e sapevo che mi avrebbe colpito anche oggi, a molti anni di distanza.

La Serenissima Repubblica di San Marino è, dopo quella romana, la più antica repubblica del mondo, struttura sociale che ha beneficiato anche della morfologia del territorio per mantenere la propria inviolabilità, infatti, in un territorio già “mosso” per gli appennini entro cui si sviluppa, il Monte Titano, su cui si arrocca il principale dei castelli che costituiscono la forma amministrativa del territorio, è un possente baluardo contro tutte i malintenzionati che nel passato avrebbero voluto fare un boccone di questo microscopico stato. E ora, insieme a tutto il territorio di questo Stato, è un obbiettivo delizioso per trovare una meta alle puntate di una giornata (ma anche di un week end) sulle due ruote.

le possenti mura che proteggono la Città di San Marino

le possenti mura che proteggono la Città di San Marino

Per arrivare a San Marino ho scelto un avvicinamento dalla A14, la lunga autostrada che unisce il nord, da Bologna, con il sud, da Taranto, una strada che, correndo per buona parte del suo percorso parallelamente al mare e fiancheggiando una parte del nostro Paese meno nota ai più, con un andamento spesso sinuoso e arricchito da numerosi su e giù collinari, personalmente ritengo uno dei più piacevoli tra i percorsi autostradali, oltretutto in questo periodo dell’anno, in cui manca il tipico traffico estivo che porta turisti alla Riviera Adriatica, è ancor più godibile.

Le indicazioni per dirigersi verso la Repubblica, una volta arrivati a Rimini, sono semplici da seguire, e lo stradone che si inoltra nell’entroterra, praticamente una superstrada, consente un avvicinamento comodo e veloce.

Man mano che ci si avvicina si inizia a percepire sia l’orografia appenninica sia, ad un certo punto, la skyline del Monte Titano con il caratteristico profilo delle tre torri della struttura fortilizia che custodisce la “capitale” di questa microscopica culla di democrazia.

il parcheggio davanti alla porta della Città di San Marino, in primo piano la Honda Hornet del servizio con il casco HJC

il parcheggio davanti alla porta della Città di San Marino, in primo piano la Honda Hornet del servizio con il casco HJC SY-MAX III

Alle pendici del monte la strada, sempre mantenendo la struttura da superstrada, inizia ad inerpicarsi verso questo blocco di calcare arenario che si innalza fino a circa ottocento metri di elevazione. E la strada è senz’altro divertente da fare in moto, con tutti i tornanti che si alternano a tratti di rettilineo, sempre con due corsie per ordine di marcia, poi, arrivati alla base dello sperone di roccia, la strada diventa “normale”, con l’asfalto anche qua e là rovinato e chiede una maggiore attenzione perché essendo in ombra per buona parte della giornata, in questa stagione, per il freddo, può presentare punti critici.

In ogni caso, salendo, si arriva fino in cima, all’ultimo parcheggio davanti alla porta che introduce alla vera e propria Città di San Marino. E qua si impone un breve inquadramento topografico: la struttura fortilizia comprende le tipiche tre torri, rappresentate anche nello stemma della Repubblica, che, tutte insieme, costituiscono il principale tra i “castelli”, la suddivisione amministrativa di questo microstato. La principale, che si erge nella vera e propria città, è la torre Guaita, quella intermedia, che è anche la più alta delle tre, è la torre Cestia, che contiene un museo delle armi antiche, la terza, la più distante, era un’antica torre di guardia e all’interno vi erano le carceri, e prende il nome di torre Montale.

il vialetto che porta alla Rocca Cestia, e il camminamento lungo la merlatura

il vialetto che porta alla Rocca Cestia, e il camminamento lungo la merlatura

La città vera e propria, che presenta tutto il fascino del camminare in una struttura medievale integra e, per qualcuno “soprattutto”, consente acquisti interessanti a causa dell’assenza di alcune tasse che lo stesso prodotto troverebbe in “Italia”, questo fa sì che, comunque, la città sia lo spazio maggiormente preso d’assalto dai numerosi turisti, spesso provenienti dall’estero, quello “vero” (nel corso del mio giro ad un certo punto ho creduto di trovarmi in Russia o in un paese slavo per la percentuale di incontri che ho fatto incrociando grupponi che parlavano queste lingue, anzi, praticamente non ho quasi ascoltato l’italiano, del resto gli stessi cartelli fuori da ristoranti, piadinerie, negozi, sono quasi tutti bilingue: scritti in italiano… e in cirillico. Questo dettaglio dà la misura di quanto sia considerato importante questo flusso di turismo per l’antica repubblica.

il camminamento e la merlatura

il camminamento e la merlatura

In ogni caso la mia intenzione era di ritrovare – lontano dal turismo più affollante – l’atmosfera più autenticamente medievale, lontana dalle offerte di prodotti scontati o di tipici piatti romagnoli trascritti e descritti in una lingua quantomai incomprensibile.

Dal parcheggio si può salire alla torre Cestia o camminando comodamente per un largo e comodo vialetto alberato o  percorrendo lo stretto camminamento che corre dietro alle merlature, ad un’altezza di quattro-cinque metri sul vialetto sottostante. Sarà infantile, ma percorrere questo camminamento ti fa tornare ai tempi in cui la Rocca era meta dei  ”pellegrinaggi” armati dei Malatesta, peraltro sempre respinti grazie alla possente struttura del castello.

la Rocca Cestia

la Rocca Cestia

Oltretutto camminando lungo la merlatura si può iniziare a godere del piacere della vista panoramica sul territorio sottostante, niente – peraltro – rispetto a quanto si può apprezzare sul lato nord, a picco su tutta la pianura, ma questo lo vedremo meglio una volta arrivati alla torre.

Percorrendo il camminamento, vedendo che più andavo avanti più questo si alzava (senza balaustre, per cui a chi soffre di vertigini è sconsigliato questo percorso, vista anche l’esigua larghezza dello stesso) ad un certo momento mi preoccupava il fatto che arrivato in fondo potessi non trovare un’altra scalinata che mi riportasse al livello del vialetto e mi costringesse ad un’altrettanto lunga scarpinata per tornare al punto dal quale sono partito praticamente al parcheggio dove ho lasciato la Hornet, preoccupazione che si è, naturalmente, rivelata infondata.

la Rocca Guaita vista dal Museo delle Armi Antiche nella Rocca Cestia, è spettacolare la parete strapiombante

la Rocca Guaita vista dal Museo delle Armi Antiche nella Rocca Cestia, è spettacolare la parete strapiombante

Arrivato alla torre tutto sembra riportarti, realmente, al periodo in cui era realmente operativa, intorno al ’200. I punti di interesse della Rocca Cestia sono sostanzialmente tre: il fascino di trovarti in una struttura autenticamente medievale, con tanto di caditoie ancora pervie, il ricco Museo delle Armi Antiche che non può non risultare interessante non solo agli storici e agli appassionati del genere, all’interno del quale si trovano armi che vanno dal periodo medievale a quello napoleonico, con tutto il fascino delle spade delle varie epoche, per non dimenticare quella che è forse l’arma-simbolo di San Marino, la balestra. Infine – ma, come si suol dire “last but not least” – lo spettacolare panorama che si stende, verso nord, ai piedi della rocca, anche questo (anzi, soprattutto!) off limits a chi ha problemi causati dall’altezza, visto che la torre è costruita a picco sulla pianura sottostante.

spade medievali nel Museo delle Armi Antiche

spade medievali nel Museo delle Armi Antiche

Per una visita che non sia solo una toccata e fuga, lasciando il giusto spazio all’osservazione e alle fotografie, è bene prevedere di dedicare una giornata, o poco meno, a questa visita, in fondo – ma questa, sia chiaro, è solo una visione personale – la Città di San Marino, forse per l’affollamento turistico, per me rappresenta una visita meno interessante, anche se in realtà anche al suo interno si trovano delle perle.

in ogni caso anch’io non mi sono sottratto ad un rapido giro per le stradine medievali affollate prima di tornare alla moto e riprendere la strada del ritorno, strada che, peraltro, mi ha visto scegliere altre strade per riallacciarmi all’autostrada, e qua, dal punto di vista del piacere di un giro in moto, mi trovo sulla parte più godibile della giornata.

il panorama mozzafiato dalla Rocca Cestia, sullo sfondo la più piccola delle tre torri: la Rocca Montale

il panorama mozzafiato dalla Rocca Cestia, sullo sfondo la più piccola delle tre torri: la Rocca Montale

Scendendo dal Monte Titano ho iniziato con il girare a destra verso Acquaviva, poi, tra strade-tutte-curve e brevi tratti di rettilineo, sempre in assenza di traffico, su un asfalto – peraltro – non sempre entusiasmante, tanto che è sempre bene non lasciarsi andare ad una guida troppo allegra perché lo stato dell’asfalto passa rapidamente da uno stato ottimale a punti che non offrono lo stesso grip o che presentano fessurazioni potenzialmente pericolose.

Poi Torriana, San Giovanni in Galilea, Sogliano al Rubicone, Santa Maria Riopetra, i chilometri per arrivare sulla E45, la Strada Statale 3bis, non sono molti, ma in una bella giornata ti fanno sentire libero e felice, il cielo sopra, due ruote sotto, innominabili o sconosciute leggi fisiche che ti raddrizzano dopo che sei sceso a sfiorare l’asfalto curva dopo curva, sono tutti chilometri che ti godi fino in fondo…

In attesa che passi anche questo inverno e la strada – e le pieghe – ti riportino alle altitudini dove osano le aquile…

 

HJC SY-MAX III: il casco del servizio

 

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