MOTOR BIKE SHOW EXPO 2013

 

biker alla biglietteria del Motor Bike Show, il pubblico ideale per l'expo di Verona

biker alla biglietteria del Motor Bike Show, il pubblico ideale per l'expo di Verona

Parliamo un po’ del Motor Bike Show Expo 2013 di Verona. Quanto può valere l’impressione spannometrica su una fiera delle moto che, ormai arrivato alla quinta edizione, si impossessa, con allegria, dei padiglioni di Veronafiere? Beh, se voglio dare un resoconto fedele di quello che ho visto devo attingere proprio alle impressioni visive di quanto e cosa ho incrociato nei corridoi della kermesse veronese.

Saltando a piè pari i comunicati ufficiali l’impressione è stata quella dei vasi comunicanti, rispetto alla precedente, almeno per quel che riguarda il pubblico. La sensazione è stata quella (suffragata anche da alcuni espositori intervistati) che nel settore custom le presenze di pubblico potevano essere uguali o forse superiori a quelle dello scorso anno. Un (eventuale) incremento avvenuto a danno degli altri padiglioni, quelli delle moto “normali” dove comunque anche gli stessi espositori sono calati (e questa non è un’impressione…).

Purtroppo tutto questo si innesta, drammaticamente, negli esiti della crisi che sta attanagliando l’Italia, che vede calare il mercato – in generale – dell’automotive, che costringe a togliere dai budget familiari le voci destinate agli aspetti ludici della vita, per cui – e comunque non è il tema di questa cronaca – possiamo solo auspicare che chiunque esca vincitore dalle prossime elezioni sappia pensare a noi (non solo motociclisti, naturalmente) per riportarci a condizioni patrimoniali di sicurezza e tranquillità.

varie coperture del filtro dell'aria nella stand Headbanger, una delle tante possibilità di personalizzazione delle moto milanesi

varie coperture del filtro dell'aria nella stand Headbanger, una delle tante possibilità di personalizzazione delle moto milanesi

Fine del siparietto di politica economica. Parliamo adesso davvero del Motor Bike Expo 2013. E partiamo parlando degli aspetti positivi: intanto registriamo la presenza di una azienda italiana sicuramente coraggiosa, la Headbanger che, nata solo nel 2010 (ma con una passione che ha origine nel 1969), sta imponendosi sul mercato con le proprie moto dalla filosofia costruttiva minimalista o, quantomeno, che riconduce ai miti USA degli anni ’60 – ’70, a partire dall’assenza dell’iniezione, per il ritorno ai carburatori (e sono omologate euro 3!) e all’assenza di tutta l’elettronica del terzo millennio.

Headbanger si fa notare non solo per le moto – veri gioiellini nel loro genere, anche per tutte le possibilità di personalizzazione – ma anche per la Ibañez “the Acid Queen Guitar”, la chitarra che fa parte della famiglia di prodotti della factory milanese, che non vende moto, ma una filosofia di vita…

nello stand Ducati la nuova Hypermotard è stato uno dei modelli che ha suscitato la maggiore attenzione

nello stand Ducati la nuova Hypermotard è stato uno dei modelli che ha suscitato la maggiore attenzione

Lo stand Ducati non conosce riduzioni dei visitatori, segno che, comunque, il fascino delle rosse di Borgo Panigale resiste inossidabile. Altri stand presenti Kawasaki, con l’ultimissima (e molto gettonata) Z 300 e con molti modelli vintage, in omaggio all’anniversario della prima “Z”, Harley-Davidson che, sebbene fosse presente con il concessionario veronese e non come importatore ufficiale, sfoggiava un parco moto di tutto rispetto. KTM ha portato anche qui al Motor Bike Show veronese la sua ultimissima 1190 Adventure, che ha richiamato la stessa attenzione che la ha circondata all’EICMA. Honda, dal punto di vista spettacolare, ha puntato soprattutto sulle sue moto più “americane”, dalle monumentali Gold Wing al “setteemezzo” Black Spirit, custom in salsa giap, oltre alla CB 1100, una quattro cilindri la cui linea riecheggia quelle delle mitiche “four” degli anni settanta. Yamaha (come anche Honda, peraltro) esponeva soprattutto scooter, forte comunque del grande successo che i suoi prodotti hanno saputo costruirsi nel tempo, a partire dal “grande” T-MAX.

Per il resto da segnalare l’atmosfera western dell’area USA, con tanto di Ok Corral e relativi pistoleri intenti a ricaricare le colt sul bancone del saloon, un’area dedicata alla storia della Vespa, i diffusi e invitanti profumi di hot dog e salamelle alla piastra… insomma, colori e… sapori tipici di un certo modo di intendere il mondo della moto, non quello del professionista di successo che usa la sua due ruote come status symbol per andare da casa allo studio ma quello dei veri biker, quelli che, estate o inverno, li trovi, allegri, solidali e liberi, per le strade del mondo.

E Verona, con il Motor Bike Show ne celebra la filosofia di vita.

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