OLTREPÒ CON EDVIGE E ROBERTO

Sta per arrivare la primavera e le prime giornate soleggiate e dal clima relativamente mite sembrano fatte apposta per fare una gita in moto e iniziare a fare un po’ di “allenamento” per affrontare al meglio i lunghi tragitti che percorreremo più avanti.  Queste sono anche ottime occasioni per andare a zonzo lungo le provinciali e scoprire luoghi poco conosciuti, ad esempio nell’Oltrepò pavese.

Il traffico scarso rispetto ai nostri standard cittadini permette di ammirare i panorami che, incantevoli e rilassanti seppur un po’ velati da una leggera foschia, si svelano ai nostri occhi. Poco dopo Rivanazzano decidiamo di lasciare la statale 461 che porta verso Varzi e il Penice e svoltiamo per Nazzano.

Su questa strada piuttosto stretta e non proprio ben tenuta oltre a noi c’è qualche appassionato di motocross che si dedica alla “vestizione” tra le piante prima di salire in sella. Immerse tra i boschi scorgiamo alcune splendide ville, ma la strada resa scivolosa dalla sabbia non permette distrazioni.

Dopo un po’ di sali e scendi tra le colline, superiamo Schizzola e l’indicazione per la trattoria Quaglini, dove abbiamo già avuto modo di gustare un’ottima cucina casalinga. Ma è decisamente troppo presto per pranzo, pertanto proseguiamo e ci ritroviamo a Rocca Susella, dove in base al periodo dell’anno e con un pizzico di fortuna, si possono acquistare ottimi prodotti direttamente dai coltivatori! Lungo la strada che si snoda tra i boschi è facile trovare parcheggiate le macchine di chi approfitta della bella giornata per immergersi tra la natura che si sta risvegliando. Decisamente un’ottima idea!

Puntiamo verso Fortunago, che come ci informa un cartello è “uno dei borghi più belli d’Italia”. Il paese è arroccato su una collina e sembra addormentato. Il municipio è situato in una bella casa in sasso proprio sul cucuzzolo, da dove si imbocca un sentiero ombreggiato che conduce al castello. Il vicino campo giochi per i più piccoli, che in estate immagino pieno di bambini e di allegre risate, ora è deserto, proprio come le strade del borgo. Poco più in alto svetta la chiesa che domina su tutto.

Esternamente, lungo il suo lato sinistro c’è un crocefisso e, tutto intorno, dei piatti di terracotta che riportano date e nomi di famiglie del luogo. Alcuni sono davvero vecchi! Le chiese dei paesi mi affascinano, ma poiché “in bassa stagione” il portone è spesso chiuso, potrebbe capitare di doversi accontentare della vista esterna. Però da qui si ammira uno splendido paesaggio. I vigneti che ricoprono le colline sono ancora assonnati, ma in autunno qui si può ammirare uno stupendo tripudio di colori e sfumature gialle, arancioni e rosse.

La nostra prossima meta è l’abbazia di San Alberto di Butrio, un luogo che ha un che di magico. A pochi chilometri da Valle Nizza, in un punto paesaggisticamente incantevole e protetto da estesi boschi, questo antico luogo di culto risalente all’XI secolo è un piccolo gioiello architettonico che trasmette grande serenità. Dopo una visita a questa piccola ma stupenda struttura ci soffermiamo qualche momento nel giardino prima di riprendere la strada che ci riporta alla statale e fare ritorno a Milano, non senza fare una “golosa deviazione”: a Godiasco svoltiamo verso la località Giarone, dove nell’omonima locanda ci godiamo un gustoso e abbondante pranzo a base di prodotti a “chilometro zero” cucinati con grande passione.

Queste splendide escursioni giornaliere appena fuoriporta ci fanno riflettere: affascinati e sedotti da mete lontane, troppo spesso dimentichiamo che basta spostarsi di poco per visitare luoghi meravigliosi, trascorrere ore rilassanti tra una natura ancora incontaminata e riscoprire antichi sapori di ingredienti genuini che rendono speciali anche i piatti più semplici. Vale decisamente la pena ricordarselo!

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