MARBURG, LA STORIA, LA CUCINA

 

la BMW R 1200 GS Adventure del reportage ai piedi della maestosa chiesa di Elisabethkirche dove sono custodite le reliquie della figlia del re di Ungheria

la BMW R 1200 GS Adventure del reportage ai piedi della maestosa chiesa di Elisabethkirche dove sono custodite le reliquie della figlia del re di Ungheria

Marburg, per me, è Umberto. Un nome finalmente italiano che mi farà da guida nella breve visita che farò a questo piccolo borgo situato più o meno a metà del mio viaggio nel cuore della Germania, in una sorta di “coast to coast” da est a ovest, un itinerario che mi permette di cogliere – giorno dopo giorno, tappa dopo tappa – le piccole differenze che distinguono i vari land attraversati, finché, completata la “traversata”,  le “piccole” differenze non saranno diventate macroscopiche, dal modo di alimentarsi alla stessa urbanistica e, parzialmente, l’architettura delle abitazioni storiche.

Sono a metà strada del mio viaggio, ho percorso, fin qui, più di 1400 chilometri dalla mia partenza da Milano e ho visto scorrere paesaggi differenti, dalle montagne che sovrastano Monaco alle colline e le gole attorno a Bayreuth e a Dresda, alla pianure di Lipsia e di nuovo il paesaggio collinare che ha attraversato Eisenach e mi ha portato fin qua.

L’appuntamento con Umberto Adami è di fronte a Elisabethkirche, la chiesa di Santa Elisabetta, un maestoso esempio di quel gotico tedesco che suggerisce austerità e impone soggezione ai fedeli. La BMW – che ormai posso definire “fedele” – parcheggiata proprio sotto il monumentale ingresso e poi, dopo una rapida visita alla chiesa più importante di Marburg, la salita verso la parte antica di questa cittadina di 80000 abitanti, nella quale l’età anagrafica è decisamente bassa anche in virtù dell’Università che accoglie 20000 studenti, un quarto della popolazione della città.

il castello di Marburg

il castello di Marburg

Con Umberto iniziamo subito a risalire lungo le antiche stradine della città vecchia, sulle quali si affacciano case medievali a graticcio, alternate – all’inizio della strada – da moderne rivisitazioni: un architetto evidentemente particolarmente legato all’informatica ne ha predisposta una come fosse un enorme manifesto a Windows. Ma presto ci ritroviamo nel 1527, anno in cui fu fondato l’ateneo, il primo protestante, e siamo in una sorta di ucronia nella quale incontriamo ragazzi nei tipici abbigliamenti casual del terzo millennio aggirarsi tra palazzi, fontane e stube del XVI secolo, qui scopriamo anche un paio di ragazzi, nell’abbigliamento un po’ lugubre da spazzacamini che, comunque, ricorda molto quello medievale, moderni postulanti secondo una tradizione ormai quasi millenaria.

La salita si fa erta, una scalinata che si addentra tra le antiche case sale, ripida, fino al castello che domina la cittadina; il fiatone segnala la mancanza di allenamento, ma una volta raggiunta la spianata in cima restiamo inondati dal sole… e dal vento, e il colpo d’occhio su Marburg è davvero notevole. Umberto è un piacevole compagno e una guida preparata e, se durante la salita riuscivo solo a rispondere con frasi smozzicate, senza fare domande, ora, riacquistata la normale respirazione, posso indagare sulle origini di questo borgo e sul castello.

la Marburg storica

la Marburg storica

Marburg è una città universitaria fin dal XVI secolo, prima università protestante, della quale vale la pena ricordare due dettagli: il fatto che accolse tra gli studenti i famosi Fratelli Grimm, filologi famosi per aver organizzato e rielaborato la più importante raccolta di fiabe della tradizione popolare tedesca, che qui studiarono legge agli inizi dell’800; inoltre la facoltà di Medicina dell’Università di Marburg è oggi considerata una delle più prestigiose di tutta la Germania.

Effettivamente l’atmosfera che si respira a Marburg, soprattutto nel nucleo antico della città, è quello di tutte le città nelle quali un Ateneo è la componente sociale più importante: ragazzi, risate, musiche e un’atmosfera impalpabile ma coinvolgente.

la Marktplatz, la piazza del mercato, nel cuore della antica Marburg

la Marktplatz, la piazza del mercato, nel cuore della antica Marburg

Il mio tempo in questa piccola città dell’Assia è purtroppo breve, purtroppo anche perché Umberto è un conversatore piacevole e, aldilà delle informazioni “ufficiali” che mi fornisce nella sua veste di guida, trovo interessanti le sue considerazioni da italiano che ha scelto di vivere in Germania – e in un piccolo borgo, piacevole ma certamente non importante come una grande metropoli – da molti anni, pur mantenendo per lavoro uno stretto contatto anche con l’Italia. In definitiva la sua voce si aggiunge a quella di altri compatrioti che hanno scelto questo paese come residenza, ovvero un giudizio positivo, in generale, per la qualità della vita, per l’aspetto economico e, certamente, vivere in una città “giovane” dove vi è una forte presenza di studenti provenienti anche da altre nazioni contribuisce a non chiudersi in una cultura egemone ma aprirsi al mondo e stimolare interessi e curiosità.

la mia camera all'Hotel Marburger Hof di Marburg

la mia camera all'Hotel Marburger Hof di Marburg

La mia esperienza a Marburg deve durare ancora poche ore, ore che comprendono una cena nella Weinlädle Weinstube, un delizioso locale di cui parlerò in altra parte, poi il sonno ristoratore nell’Hotel Marburger Hof e l’indomani partenza per la tappa successiva, verso Bad Ems, ma prima una deliziosa colazione con due nuovi amici, Umberto e Heidi, la sua compagna, poi in sella sulla BMW R 1200 GS Adventure, e via… stay tuned, viaggiatori!!!

 

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