ASI MOTOCROSS SHOW 2014

Luciano Costa, autore del servizio e organizzatore dell'ASI MOTOCROSSHOW presenta la piastrella commemorativa dell'evento

Luciano Costa, autore del servizio e organizzatore dell'ASI MOTOCROSSHOW presenta la piastrella commemorativa dell'evento

È cosa ormai nota che un aviatore americano, nel lontano 1949, ebbe la fortuna di ritrovare in Egitto un pugno di semi di quell’antico grano chiamato Kamut che sembrava definitivamente estinto. Oggi, dopo migliaia di anni, qualche saggio agricoltore ha compiuto il miracolo ridando vita a questa preziosa risorsa alimentare e i suoi prodotti, dalle elevate proprietà dietetiche, sono disponibili sui banchi di vendita di tutti i fornai.

Quello che è accaduto in questo weekend nella città di Imola ci rimanda in qualche modo a questo straordinario episodio della storia. E già, perché anche il nostro grande e caro Francesco Checco Costa, dottore in agraria e intenditore di grano e sementi, di semi ne ha piantati tanti. Uno in particolare, a lui molto caro, lo piantò nel Parco delle Acque Minerali di Imola nel lontano 1948 e oggi, a distanza di  66 anni, ha ripreso vita riaccendendo gli animi della nostra città che, come si è visto, porta ancora dentro con orgoglio e amor proprio la passione per il motorismo sportivo.

L’ASI MOTOCROSS SHOW, rievocazione storica dei campionati mondiali di motocross, svoltasi nei giorni 16, 17 e 18 maggio scorsi, ha rappresentato un banco di verifica della conservazione della memoria della Città di Imola e molto oltre. Chi è stato in piazza Gramsci domenica 18 ha potuto vedere una moltitudine di occhi e di visi carichi di entusiasmo. Erano quelli dei grandi campioni di motocross che, negli anni ‘40, ‘50 e ‘60, seppero infuocare con le loro imprese gli animi di migliaia di sportivi abbarbicati sulle pendici del Monte Castellaccio. Ed erano anche quelli di un pubblico sbalordito dall’intensità di una passione oggi più viva che mai. Si sono viste signore anziane e bambini scendere dai marciapiedi per applaudire con fervore i leggendari cavalieri in sella alle loro roboanti moto artigliate dell’epoca. Un magnifico sole primaverile ha acceso i colori delle nazioni riflettendo il bagliore delle cromature negli occhi del pubblico che ha avuto la fortuna di assistere a questo straordinario evento.

all'ASI MOTOCROSSHOW, dopo la cerimonia pubblica la partenza di tutti i Campioni del Mondo e gli appassionati che hanno partecipato per la sfilata che ha preso l'avvio dal centro di Imola

all'ASI MOTOCROSSHOW, dopo la cerimonia pubblica la partenza di tutti i Campioni del Mondo e gli appassionati che hanno partecipato per la sfilata che ha preso l'avvio dal centro di Imola

Quaranta piloti, tra i quali hanno spiccato in prima fila dieci campioni del mondo che hanno fatto la storia del motocross internazionale, hanno preso il via in sella ad altrettante moto da gran premio perfettamente restaurate e pazientemente rimesse in funzione da esperti collezionisti italiani e stranieri. Piazza Gramsci, via Mazzini, viale Dante, via Atleti Azzurri d’Italia, Parco delle Acque Minerali è stato il percorso di una memorabile sfilata. In testa, come di rito, il due volte campione del mondo Sten Lundin che a Imola spopolò vincendo quattro gran premi tra il 1955 e il 1960. Al suo fianco il campione del mondo del 1956 Les Archer, classe 1929, in sella alla sua Norton Manx appositamente portata per l’occasione dal Museo Nazionale della Motocicletta di Birmingham.

Alla sua veneranda età, Les Archer ha macinato migliaia di chilometri al volante della sua auto provenendo dal profondo sud della Spagna, dove vive da vent’anni, per ricongiungersi al suo glorioso cavallo di battaglia. Dal lontano Sri Lanka è tornato anche il tre volte campione del mondo Rolf Tibblin, nome di battaglia “Iron Man”, per montare quella Hedlund Metisse 500 con la quale concluse la sua carriera. Il suo nome riecheggia ancora nelle orecchie di chi lo vide tagliare vittorioso il traguardo nei Gran Premi di Imola del 1962, ’63 e ’65.

Novità assoluta dell’edizione ASI MOTOCROSS HOW 2014 è stato il cinque volte campione del mondo belga Roger De Coster, mito vivente delle generazioni meno anziane, che, pur di venire a Imola, ha affrontato un lungo volo dalla California. De Coster si è ritagliato una parentesi all’interno della sua intensa attività di top manager del Team Cross KTM America. Forse pensava a un semplice incontro tra veterani, ma ha dovuto ricredersi. Poche storie! I campioni senior gli hanno imposto di indossare la tenuta da cross d’epoca fornitagli da un collezionista e di montare in sella a una CZ 250 bitubo come quella che usò nel Gran Premio del 1964 a Imola, suo debutto nel motocross mondiale.

In sfilata ha sfoggiato i colori della Svezia anche il quattro volte campione del mondo Torsten Hallman in sella alla Husqvarna 250 che gli permise di vincere il Gran Premio di Imola del 1964. Jeff Smith, vero rullo compressore delle piste mondiali e campione del mondo del 1964 e 65 classe 500, ha montato una BSA 441 Victor con la quale lottò contro Rolf Tibblin nell’ultimo gran premio di Imola del 1965. Sulle Triumph Metisse di loro produzione, gli inossidabili fratelli inglesi Derek e Donald Rickman hanno sfilato assieme ai fratelli Triss e Brian Sharp, loro amici e protagonisti del Gran Premio di Imola del 1957. Al roboante corteo guidato da una pattuglia della polizia municipale, si è unito anche il campione tedesco Otto Walz, amico di lunga data della città di Imola. Otto non poteva che montare la WaBeHa di sua produzione.

“Cavallo Pazzo” Giuseppe Cavallero premiato nel corso della cerimonia dal presidente del CRAME Bruno Brusa

“Cavallo Pazzo” Giuseppe Cavallero premiato nel corso della cerimonia dal presidente del CRAME Bruno Brusa

A tenere alta la bandiera dell’Italia hanno aderito il due volte campione italiano Giuseppe Cavallero alias “Cavallo Pazzo” vincitore di due titoli italiani in sella all’Husqvarna, e il pilota faentino delle Fiamme d’Oro Gianni Altafini sulla gloriosa Gilera Saturno color amaranto che portò in gara nel Gran Premio di Imola del 1958. In assenza dei loro padri, ormai passati a miglior vita, hanno voluto tenere viva la memoria del loro genitore, il figlio del campione del mondo Bill Nilsson, il belga René Baeten e Aldino Liverani di Faenza, che ha pilotato quella Rudge 500 che nei gran premi del 1952, ’53 e ‘54, percorse la pista del Castellaccio con Francesco Liverani, storico meccanico e corridore faentino. La Rudge è stata miracolosamente rimessa in moto dal suo proprietario Benito Battilani e dallo stesso Liverani dopo più di trent’anni di assoluto riposo.

Anche quest’anno, la sfilata è stata preceduta dalla premiazione dei campioni nella piazza Gramsci in centro città. La cerimonia, presieduta dal Comitato d’Onore formato dal Sindaco della Città di Imola Daniele Manca e dai rappresentanti dei Moto Club e delle Associazioni Culturali locali, è stata dedicata al campione del mondo svedese Bill Nilsson scomparso nell’agosto scorso. A ricevere l’importante trofeo alla sua memoria è stato il figlio Jeff, anch’esso campione mondiale enduro 1990-91. Il momento della consegna è stato particolarmente emozionante e nella piazza ha echeggiato un prolungato applauso.

le moto da cross golden era pronte a Imola, nella centrale piazza Gramsci, per la sfilata storica,gGli ex campioni del mondo le porteranno al Parco delle Acque Minerali. Al centro il due volte campione del mondo Sten Lundin con la moglie Britt che lo segue nel mondo del motocross dai lontani anni cinquanta

le moto da cross golden era pronte a Imola, nella centrale piazza Gramsci, per la sfilata storica,gGli ex campioni del mondo le porteranno al Parco delle Acque Minerali. Al centro il due volte campione del mondo Sten Lundin con la moglie Britt che lo segue nel mondo del motocross dai lontani anni cinquanta

A ricordare l’olandese volante Hendrik Rietman, vincitore del primo motocross internazionale di del 23 maggio 1948, è venuto a Imola il nipote Peter Rietman, che ha avuto l’occasione di raccontare la storia di suo zio iniziata quando lui era un pestifero bambino sempre al seguito del cinque volte campione d’Olanda nei campi di gara. E con lui il cerchio si è chiuso e l’intera storia del motocross di Imola è stata rappresentata.

L’evento ha registrato la presenza inaspettata di un folto pubblico soprattutto la domenica e questa è stata la migliore gratificazione per i campioni che hanno compiuto lo sforzo di venire a Imola da molto lontano. Da loro sono venuti i ringraziamenti più vivi e sinceri rivolti all’ASI, alla Città di Imola, agli organizzatori e al pubblico intero.

Lo spazio ACQUE IMOLA, è stato anche quest’anno messo a disposizione dal gestore Valentino Boschi, che ha fornito attivamente la sua collaborazione facendo proprio lo spirito dell’evento.

il manifesto del Gran Premio di Motocross di Imola del 1957 riprodotto in grandi dimensioni in onore di Bill Nilsson, il due volte campione del mondo svedese su di esso rappresentato e scomparso nell’agosto scorso.

il manifesto del Gran Premio di Motocross di Imola del 1957 riprodotto in grandi dimensioni in onore di Bill Nilsson, il due volte campione del mondo svedese su di esso rappresentato e scomparso nell’agosto scorso.

Sotto la grande tensostruttura di ACQUE IMOLA hanno preso posto più di 50 moto da cross pre ’65 di notevole pregio. Dal Museo Nazionale della Motocicletta di Birmingham sono giunte, oltre alla Norton di Archer, anche una Triumph Rickman Metisse Mark II come quella usata dai fratelli inglesi nel Gran Premio del 1960 di Imola, una Matchless Rickman Metisse e una BSA appartenuta a Jeff Smith. Il collezionista inglese Peter Lockwood, oltre a queste quattro moto, ha portato anche una Monark 500 come quella che il campione svedese Ove Lundell usò nel Gran Premio di Imola del 1962. Sempre dall’Inghilterra, è giunta una rarissima BSA 650 bicilindrica del 1958 appartenente al collezionista John Preston. Altre perle rare sono venute dalla collezione Gian Pio Ottone dell’OFF ROAD MUSEUM di Varese: parliamo ad esempio della rivoluzionaria Guzzi 500 Gamba e Dolza con motore Dondolino obliquo e telaio Müller, della Greeves 250 25SA con motore bicilindrico e di una ESO 500 ufficiale del 1964. Diverse le Husqvarna, Greeves e CZ 250, 360 e 400 e le Parilla 250 cross del Registro Parilla. Numerose anche le Rickman Metisse 500 dotate di diversi motori. Dal Belgio, per esempio, sono giunte due rare e splendide Hedlund Metisse. Presenti anche le Gilera Saturno cross, le Velocette e le BSA Gold Star 500. Rarissima anche la Jawa 360 con telaio a “banana” che fu usata dai piloti dell’ex Cecoslovacchia.

Vincitori del Concorso Eleganza sono stati cinque collezionisti e le loro relative moto. Il premio alla miglior conservazione è stato assegnato alla CZ 360 appartenente a Leonardo Bernecoli; il premio al miglior restauro è stato vinto dalla Gilera Saturno Cross Fiamme d’Oro appartenente a Giovanni Soncini; due moto appartenenti al Museo di Birmingham, e cioè la Norton Manx di Les Archer e la Rickman Metisse Mark II dei fratelli di New Milton, hanno ricevuto rispettivamente il premio “Best in Show” e il premio all’innovazione. Furono infatti i Rickman a promuovere la ricerca verso nuovi design e telaistiche più leggere. Anche i collezionisti hanno ricevuto, come riconoscimento del loro operato, una splendida targa in lamina di acciaio inox raffigurante la silouette di Bill Nilsson in azione nel Gran Premio del 1961.

l’esposizione delle moto da cross d’epoca KTM. Questi modelli sono tra i primi prodotti all’inizio degli anni ’70 dalla casa austriaca. Questa sezione della mostra, è una novità di questa edizione dell’ASI MOTOCROSS SHOW, introdotta grazie alla presenza della KTM e di alcuni collezionisti. Si è così aperta una finestra sugli anni settanta, superando il limite del 1965, data dell’ultimo gran premio di Imola.

l’esposizione delle moto da cross d’epoca KTM. Questi modelli sono tra i primi prodotti all’inizio degli anni ’70 dalla casa austriaca. Questa sezione della mostra, è una novità di questa edizione dell’ASI MOTOCROSS SHOW, introdotta grazie alla presenza della KTM e di alcuni collezionisti. Si è così aperta una finestra sugli anni settanta, superando il limite del 1965, data dell’ultimo gran premio di Imola.

In un’area distinta dalla mostra Golden Era hanno preso posto tre moto che hanno testimoniato il motocross minore. Innanzitutto una Bianchi 203 realizzata a suo tempo dal tecnico faentino Rino Taroni e da lui stesso perfettamente restaurata. Questa moto conquistò con Vincenzo Caroli il secondo posto nella Gara Nazionale Categoria Cadetti FMI del 1961 a Imola. Una rara testimonianza degli albori del motocross post-bellico è stata la Benelli 500 VL militare del 1939 a quattro tempi appartenente a Carlo Roversi di Bondeno (FE). Conservata fino all’impossibile, questa moto ha una storia tutta da raccontare di due giovani appassionati di motociclismo bondesani che agli inizi degli anni ’50 vennero a Imola in Lambretta per assistere a una delle prime gare internazionali di motocross. Folgorati da questa esperienza, decisero di allestire questa Benelli militare prendendo l’esempio da motocrossisti italiani come Albertazzi, Tancorre, Fenocchio, Di Sambuy e compagnia bella che, ai tempi, correvano con le moto militari inglesi trasformate in casa.

Questa Benelli è stata una vera nave scuola per un gruppo di aspiranti crossisti dell’epoca che erano capaci di radunare folle di gente di tutte le età ogni domenica nelle golene del fiume Panaro, dove  si esibivano in incredibili – per allora – evoluzioni. Perfino il parroco ebbe a lamentarsi perchè gran parte dei ragazzi disertava messe e processioni domenicali per andare a vedere il motocross! Gli astanti arrivavano addirittura ad autotassarsi con collette per acquistare la benzina e godersi lo spettacolo. La terza moto, una Morini 175 Corsaro di Gianluca Maruccio Di Marco, ha rappresentato la categoria cadetti del 1967-68. Lo stesso proprietario la ricevette dalla casa madre per partecipare ai Campionati Italiani. I suoi 12.500 giri e i rinforzi interni della motoristica la dicono lunga sulle prestazioni e svelano le ragioni degli ottimi piazzamenti nelle gare.

la novità per eccellenza dell’ASI MOTOCROSS SHOW: la Norton Manx 500 da cross del campione europeo Les Archer, questo modello, unico al mondo, è stato portato dal Museo Nazionale della Motocicletta di Birmingham, che ha cortesemente concesso il prestito

la novità per eccellenza dell’ASI MOTOCROSS SHOW: la Norton Manx 500 da cross del campione europeo Les Archer, questo modello, unico al mondo, è stato portato dal Museo Nazionale della Motocicletta di Birmingham, che ha cortesemente concesso il prestito

A fianco alla mostra Golden Era, è stata allestita una mostra storica KTM costituita da alcuni esemplari degli anni Settanta delle diverse cilindrate messe a disposizione dai collezionisti Carlo Roversi e Giorgio Battistini. Quest’apertura al periodo più recente è stata un’altra interessante novità dell’ASI MOTOCROSS SHOW 2014, tendente a coinvolgere le generazioni successive alla Golden Era. La KTM, sponsor dell’evento, è stata presente con gli ultimi modelli cross delle diverse cilindrate messe a disposizione dalla casa di Gorle (BG). Nel corso della domenica pomeriggio, questi esemplari sono stati pilotati dal campione del mondo del 1999 classe 500 Open Andrea Bartolini e da altri piloti KTM come Manuel Cavina (Campionato Regionale UISP FMI classe 250), Manuel Belperio (Campionato UISP – Hobby Cross) e dal piccolo Mattia Vincenti prossimo al debutto nel Campionato Regionale FMI Minicross Debuttanti. Costoro si sono esibiti nella performance di motocross sul percorso a fettucciato attiguo alla zona espositiva. Come era già avvenuto nell’edizione del 2012, due mondi e due epoche sono state poste a confronto offrendo al pubblico uno spettacolo davvero unico ed esilarante. I rombi baritonali delle moto golden Era si sono mescolati a quelli più aggressivi delle KTM di ultima generazione, mettendo in evidenza lo sviluppo storico e tecnico dell’off-road. Anche il Campione del Mondo Enduro in carica Alex Salvini ha onorato l’evento con la sua simpatica ed entusiastica presenza.

Assieme alle macchine anni ‘70, hanno fatto il loro ingresso nell’ASI MOTOCROSS SHOW anche piloti storici di quel periodo come Italo Forni, campione Italiano classe 500 del 1976, pilota ufficiale Montesa e Beta, nonché 1° pilota Kawasaki 250 e 500 in Europa, 1° pilota Honda 250 e 1° pilota Villa nel motocross.

l’ex campione del mondo Jeff Smith, scherzosamente a cavallo della Norton Manx del suo eterno rivale Les Archer.

l’ex campione del mondo Jeff Smith, scherzosamente a cavallo della Norton Manx del suo eterno rivale Les Archer.

Dal Ciglione della Malpensa, dove dirige il crossodromo e la Scuola Cross per la formazione dei dei giovani piloti e per il perfezionamento agonistico, ha portato a Imola il suo saluto anche Pietro Miccheli, uno dei personaggi più rappresentativi del fuoristrada italiano degli anni ’70. Miccheli oltre ad essere stato campione juniores e ad aver ottenuto numerose vittorie nel cross senior e internazionale, è stato anche capace di vincere una medaglia d’oro in una sei giorni di regolarità. Nel ‘73, con la KTM, è stato pilota del Gruppo Fiamme d’Oro. Dal 1986 al ’98 è stato tecnico FMI e dal ’99 al 2004 commissario tecnico.

Dalla vicina Faenza, dove si è trasferito, è arrivato il bergamasco Giovanni Sala, cinque volte campione mondiale enduro negli anni ’90. Nel 1991, Sala è entrato a far parte del Team Farioli KTM correndo 14 stagioni di campionato del mondo e 17 stagioni nel Campionato Italiano,  diventando il pilota enduro più titolato d’Italia. Nel 1998 debuttò anche nei deserti partecipando a dieci Parigi-Dakar nel Team ufficiale della KTM Austria.

Con la KTM non poteva mancare Giovanni Collina di Bologna, uno dei pochissimi conduttori bolognesi, se non addirittura l’unico, che abbia saputo farsi largo nella durissima disciplina regolaristica sino ad aggiudicarsi i campionati nazionali della 125 nel 1967-1968 e sei Medaglie d’Oro nella Sei Giorni. Dal 1970 la sua azienda “COLLINA MOTORI” oltre ad essere esposizione,  vendita moto, ricambistica e abbigliamento, rappresenta un condensato di passione ed esperienza dal quale è scaturita un’officina specializzata ed un affermato reparto corse.

il cinque volte campione del mondo Roger De Coster (a sinistra) e il cinque volte campione nazionale tedesco Otto Walz (a destra), durante la passeggiata storica

il cinque volte campione del mondo Roger De Coster (a sinistra) e il cinque volte campione nazionale tedesco Otto Walz (a destra), durante la passeggiata storica

Favorito da tre giornate di splendido sole, l’ASI MOTOCROSS SHOW ha aperto i battenti con una passeggiata storica nel Parco delle Acque Minerali nella mattinata di venerdì 16 maggio. I campioni della Golden Era sono così tornati sulle tracce di quella gloriosa pista che scaturì dalla genialità di Francesco Checco Costa e che li vide protagonisti di straordinarie competizioni negli anni ’50 e ’60. Il tracciato è stato ricordato dagli illustri ospiti come il migliore della storia del motocross di quegli anni. La conformazione del parco e del fiume Santerno, permisero di realizzare una pista integralmente naturale senza particolari movimenti di terra. Un nastro giallo ben visibile, predisposto dagli organizzatori a segnalazione del vecchio tracciato, e una cinquantina di fotografie di ampio formato dislocate lungo il cammino, hanno guidato il gruppo alla ricerca dei tratti salienti del percorso. Macchine fotografiche e telecamere hanno registrato questo emozionante evento.

Dal Parco delle Acque Minerali alla Collezione Benito Battilani. Nel tardo pomeriggio, su invito dello stesso proprietario, gli ospiti e una larga schiera di personalità del motorismo sportivo, hanno avuto modo di ammirare esemplari rarissimi (quando non unici) e di grande valore storico di moto d’epoca risalenti a un periodo compreso tra i primi del ‘900 e gli anni ‘70. Una visita che consigliamo a tutti gli appassionati di motorismo. Benito Battilani sarà lieto di accogliere tutti coloro che sono interessati a conoscere questa affascinante ed esemplare testimonianza del motociclismo d’epoca.

una BSA Gold Star durante la performance Golden Era di domenica pomeriggio.

una BSA Gold Star durante la performance Golden Era di domenica pomeriggio.

In serata, l’apertura ufficiale dell’evento nella nuova splendida sede del CRAME è stata l’occasione per presentare i ventiquattro campioni ospiti al pubblico. Come di rito, sono state offerte le piastrelle prodotte dalla Cooperativa Ceramica di Imola raffiguranti il manifesto della nuova edizione ASI MOTOCROSS SHOW con l’immagine di Sten Lundin vincitore del Gran Premio del 1959. Presenti il presidente dell’ASI avvocato Roberto Loi, il presidente e il vicepresidente del CRAME Bruno Brusa e Umberto Ciompi, il Presidente del Moto Club Santerno Checco Costa l’avvocato Carlo Costa, il consigliere dell’ASI Benito Battilani e infine l’organizzatore primo Luciano Costa. Conduttore della serata e di tutti gli altri momenti di comunicazione col pubblico, è stato il brillante e inossidabile giornalista sportivo Paolo Conti. Ogni campione ha voluto prendere la parola per esprimere le proprie emozioni e i propri ringraziamenti. Tra di loro anche i quattro storici campioni italiani Emilio Ostorero, Lanfranco Angelini, Giuseppe Cavallero e Canzio Tosi.

Un importante riconoscimento per il lavoro svolto è stato attribuito a Luciano Costa, che ha ricevuto dall’avvocato Carlo Costa una medaglia d’oro che suo padre, il dott. Francesco Checco Costa, fece coniare in occasione del Gran Premio classe 250 del 1964. Il momento è stato particolarmente emozionante e ha avuto il sapore di un passaggio di consegne del compito di conservazione della memoria storica del motocross internazionale di Imola. Una missione, questa iniziata con la produzione del libro “IMOLA MONDIALE – 1948-1965 – le radici del motocross italiano” e proseguita con la realizzazione degli eventi rievocativi del 2010 e 2012, e con la produzione di una importante mostra fotografica sulla storia del motocross internazionale imolese che, anche in questa occasione, ha fatto da cornice all’area espositiva. Ma non solo. Il lavoro di ricupero della memoria è andato oltre proprio in vista di questo nuovo evento. Dopo mesi di contatti con gli operatori di RAI Teche, è stato possibile “riportare alla luce” i filmati dei Gran Premi di Imola dal 1954 (primo anno di vita della RAI) al 1963. La loro proiezione, in occasione della cena sociale coi campioni allo spazio Acque Imola, ha creato un clima festoso ed entusiastico. Queste immagini storiche, delle quali non si conosceva l’esistenza, hanno costituito una sorpresa per tutti e soprattutto per i campioni protagonisti che, incitati dagli applausi del pubblico, si sono sentiti di nuovo in pista. Molti, tra il pubblico locale, hanno potuto persino riconoscere vecchie conoscenze ormai scomparse o tuttora viventi.

nn momento della performance Golden Era di domenica: il collezionista svizzero Jea-Marie Matthez sulla Hedlund Metisse 500.

nn momento della performance Golden Era di domenica: il collezionista svizzero Jea-Marie Matthez sulla Hedlund Metisse 500.

La manifestazione si è conclusa domenica 18 sera con la piena soddisfazione degli organizzatori: l’ASI e il CRAME in primis, il Club Alzavalvola e il Moto Club Santerno Checco Costa. Vivi ringraziamenti sono venuti dal Sindaco della Città di Imola Daniele Manca che ha apprezzato molto lo sforzo compiuto dagli organizzatori.

Come nella prima, anche nella seconda edizione di ASI MOTOCROSS SHOW è dunque andato tutto per il meglio e l’ottimo risultato è di buon auspicio per la prossima edizione. Perché ci sarà senz’altro una prossima edizione, nonostante lo scetticismo di tanto in tanto riaffiorante da parte dei più pessimisti. Ovviamente non potrà e non dovrà essere una replica di quello appena concluso anche per ragioni anagrafiche degli ospiti. E sono proprio queste ragioni che hanno fatto grande questa edizione. L’età avanza inesorabilmente per tutti, ma non è questo un buon motivo per deporre le armi della conservazione della memoria. La città di Imola e l’ASI oggi ricoprono un ruolo di grande responsabilità nell’azione di recupero della storia del motocross mondiale. Con la loro presenza e il loro sostegno, è possibile consegnare alle generazioni più giovani le chiavi di lettura del proprio passato, un passato che appartiene a tutti e che va assolutamente conservato. Un passato fatto di uomini e macchine indissolubilmente legati tra loro. E finché gli uomini esisteranno saranno chiamati a testimoniare dal vivo la loro storia, un compito, questo, che la sola macchina può solo pallidamente surrogare. In Italia esistono diverse altre realtà che tengono vivo il motocross d’epoca. A Pinerolo, Borgaro, Faenza, Cingoli e in molti altri luoghi, il motocross Golden Era e quello più recente degli anni ’70 e ’80 possono far sentire la loro voce agli appassionati. In quei luoghi si corre e si organizzano competizioni, perché si ha la disponibilità di impianti adatti. Imola il suo “impianto” lo ha perso nel lontano 1965, ma non ha perso il ruolo principe di conservazione della memoria del motocross Golden Era, un ruolo CULTURALE prima ancora che agonistico. Quando una pianta perde le sue radici inesorabilmente muore e le nuove piante crescono all’oscuro delle loro origini. Che ognuno ricopra il suo ruolo, dunque, e arrivederci a Imola per la prossima rievocazione storica.

 

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